Federazione Universitaria Fanta Ambrosiana
Secondo titolo in due anni per la banda di Piero: è dittatura nerazzurra
Ambrosiana campione della FUFA. Come l'anno scorso. La storia del campionato FUFA sinora ha conosciuto un solo padrone (Piero) e una sola dinastia (quella nerazzurra). Anche quest'anno, come quello passato, si decideva tutto all'ultima giornata, e ancora una volta i bauscia milanesi hanno vinto la volata, fornendo il colpo di reni più poderoso di tutti.
Il calendario vedeva i nerazzurri di scena al Lambeau Field, contro una delle rivali storiche della Lega. Gli uomini di Piero non hanno tradito, e hanno vinto con un bel 2a0. Da lì, la festa per il secondo tricolore. Ma la festa, in realtà, non c'é stata. Massimo (aggettivo) silenzio in sede, poca confusione per le strade, Massimo (nome proprio) si lasciava andare ad un sibillino "le chiacchiere stanno a zero": la società ha scelto il low profile per celebrare questa vittoria: scelta poco comprensibile, ci si consenta di dirlo... Il silenzio stampa protratto sino alla finale di Coppa ha lasciato un po' amareggiati i tifosi, ansiosi di sentire le dichiarazioni dei loro beniamini dopo il trionfo. Così facendo, una vittoria importante rischia di passare sotto silenzio, cara Ambrosiana. Ma sul piano sportivo, i meriti dei campioni sono sotto gli occhi di tutti: se l'anno scorso la vittoria era stata costruita con una difesa stagna, quest'anno è stato l'attacco a dare il meglio di sè; ancora una volta, un successo costruito in casa, tra le mura amiche (una sola sconfitta interna in tutta la stagione), grazie anche all'apporto costante del suo pubblico, uno dei più caldi di tutta la Lega. Complimenti!
Onore al merito, però, in questi casi, anche allo sconfitto. Un termine che poco si addice, per la verità, ai lions di Stralbi. Partiti senza i favori del pronostico, hanno costruito una stagione da ricordare, che li ha visti lottare sino all'ultimo per il bottino più succulento. I lions, da veri rapaci, non hanno mai mollato la preda, se non quando, in quest'ultimo turno, vedendo sul tabellone della Tersite's Arena che i rivali stavano vincendo senza problemi, si sono sentiti crollare le gambe, stremati per la fatica di una stagione sempre al massimo. Risultato: sono scivolati a quattro punti dalla vetta, ma nella memoria di tutti il Posso dirlo? rimarrà quella che si è arresa per ultima ai nerazzurri. Coraggio!
Un campionato così avvincente non poteva concludersi all'ultima giornata. Ed ecco che, puntualmente, avremo un'appendice gustosa: lo spareggio per il terzo posto, tra Stars and Stripes e Salsa, artefici entrambe di una stagione esaltante, seppure vissuta a fasi alterne. I rossi di Raimondo hanno avuto un inizio e una fine scoppiettante; mentre gli yankees di Brady sembravano infermabili nella fase centrale della stagione. Se il Salsa ha giocato con un piglio da veterano, quasi da far dimenticare che si trattasse di una neopromossa, anche per Stars and Stripes il bilancio non può che essere positivo: si sono confermati team d'alta classifica, due anni su due. Ma i giudizi definitivi su di loro sono rimandati di un paio di settimane: c'è una bella differenza, anche economica, tra arrivare terzi o quarti. A voi due!
Primo dei delusi, il Real Pifrabari: l'esigente pubblico dei blancos ha tirato fuori i fazzolettini bianchi, evidentemente scontento per un altra stagione da seconda fila. Eppure i lions erano partiti bene. Poi la società è sembrata essersi distaccata un po’ dai suoi giocatori, quasi abbandonandoli al loro destino; d’altro canto, gli stessi giocatori non hanno sempre mostrato il massimo impegno: qualche frizione interna tra dirigenza e squadra, forse, fatto sta che la frittata è stata servita: quinto posto. Riprovaci!
Subito dietro un Dreaming abbastanza indecifrabile: spesso macchina da gol, ma troppo spesso anche banda di distratti, tra fiumi di alcool e pornostars che si aggiravano negli spogliatoi e negli alberghi prima, durante e dopo ogni gara. Stupisce l’andamento esterno (sensazionale, pari a quello dell’Ambrosiana) con quello casalingo (il peggiore di tutti). Sintomo che c’è ancora qualcosa da sistemare, ma il primo anno in FUFA è passato senza traumi, anche se il cambio d’allenatore è servito a poco. Disintòssicati!
Salvo, col fiatone, un Quantevolte ancora da quartieri bassi della classifica, nonostante i consueti proclami bellicosi di inizio stagione e l’impegno profuso da mister Mario, che si era anche fatto da parte, rinunciando al ruolo da allenatore, che tanto amava. Evidentemente non tutti i problemi erano lì: ce n'erano parecchi, ad esempio, anche in una difesa colabrodo, la peggiore di tutte, che ha zavorrato non poco il team azzurroverde. Rassègnati!
Retrocede il Reassoccer, anche se questo già si sapeva dalla scorsa giornata. Ma i pakistani se ne vanno con orgoglio, lasciando un’ottima impressione, giocando lealmente e sportivamente in casa del Real e conquistando pure un punto, onorando la regolarità del campionato. Il patron Reas per la prossima stagione sta già cercando casa a Sheffield, ma la FUFA lo attende, al suo ritorno, tra un anno, più combattivo che mai. "Ricordati degli amici!"
Ulteriori commenti, approfondimenti, interviste, dibattiti, su questa stagione che volge al tramonto, seguiranno. Non ora, perchè è già tempo di finale di Coppa.
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