Su le mani per gli americani
Stars and Stripes si aggiudica la Coppa: e sono due!
Tutti in piedi, su le mani e cori a squarciagola per celebrare il trionfo degli statunitensi nella finalissima di Coppa. Dopo una lunga battaglia, gli uomini di Brady hanno sconfitto l'Ambrosiana (degna avversaria) dopo i calci di rigore, e hanno conquistato il secondo trofeo in due anni. La Coppa FUFA, sinora, è stato loro campo esclusivo di caccia: chi ha provato ad invaderla, si è ritrovato impallinato, o meglio, preso a pallonate. L'immagine che abbiamo negli occhi è quella dei biancorossoblu che, lacrime agli occhi (bella la loro dedica ai ragazzi della Virginia), portavano in trionfo mister Brady, loro condottiero coraggioso. Ma questa è solo l'ultima istantanea di una lunga serata, che ha regalato innumerevoli emozioni al pubblico di uno stadio che - dalla bolgia - non si è capito neanche tanto bene quale fosse. Cerchiamo allora di ripercorrerla dall'inizio, questa serata di storia, una serata da FUFA.
Rispetto alle formazioni annunciate, Brady si trovava a fare i conti con le defezioni di Totti e Ujfalusi, cui subentravano Obinna e Barone, mentre Piero doveva rimpiazzare Tosto con Comotto. Ambrosiana, dunque, con la consueta difesa a quattro e il tridente, mentre Stars and Stripes cercava di conquistare il predominio del centrocampo optando per un 3-4-3. Dopo una breve fase di studio, americani subito in vantaggio: approfittando della serata no di Barzagli e Comotto, Jorgensen trovava un varco nella difesa nerazzurra e pennellava un assist che Franceschini non poteva che depositare in rete. Ma la reazione dei bi-scudettati non si faceva attendere, con Suazo che, caricatosi sulle spalle tutto l'attacco nerazzurro, si procurava un penalty, che trasformava puntualmente. A riposo così sull'uno a uno, dopo un'altalena di emozioni. La seconda frazione di gioco trascorreva in (quasi) perfetto equilibrio, come se le squadre avvertissero che nel loro destino c'era una maratona da affrontare, perchè il trofeo fosse assegnato.
Arrivava così la volta dei supplementari, in cui l'Ambrosiana faceva di tutto per andare a segno, andando vicinissima al gol che avrebbe voluto dire Coppa (e il tanto sospirato "double"); ma gli uomini di Brady dimostravano grande carattere e, a dispetto della panchina corta, riuscivano a tenere botta. Nulla di fatto, dunque, nemmeno nei supplementari: si rendeva necessaria la lotteria dei rigori.
Lotteria che ha avuto il suo biglietto vincente, il suo protagonista assoluto: Sebastian Frey, di professione portiere fenomeno, una delle bandiere di Stars and Stripes: il portierone francese ipnotizzava tutti e cinque i tiratori nerazzurri, che tradivano Piero proprio all'ultima prova di carattere della stagione, capitan Zanetti compreso. Anche dall'altra parte, tuttavia, Julio Cesar non sfigurava, ma veniva battuto da Franceschini (altro eroe di giornata, dunque, assieme a Frey), e tanto bastava, per consegnare il trofeo a Stars and Stripes.
Della conclusione si è già detto, con gli statunitensi in festa in campo, il loro coach portato in trionfo, e scene di giubilo di tutto il popolo americano, sceso in massa per le strade, dall'Alaska alle Hawaii. Se il campionato ha conosciuto un solo padrone, anche la Coppa ha il suo dittatore: si chiama Stars and Stripes, e, in due anni di Coppa, non ha lasciato agli altri nemmeno le briciole.
Lady Toriale
Stars and Stripes si aggiudica la Coppa: e sono due!
Tutti in piedi, su le mani e cori a squarciagola per celebrare il trionfo degli statunitensi nella finalissima di Coppa. Dopo una lunga battaglia, gli uomini di Brady hanno sconfitto l'Ambrosiana (degna avversaria) dopo i calci di rigore, e hanno conquistato il secondo trofeo in due anni. La Coppa FUFA, sinora, è stato loro campo esclusivo di caccia: chi ha provato ad invaderla, si è ritrovato impallinato, o meglio, preso a pallonate. L'immagine che abbiamo negli occhi è quella dei biancorossoblu che, lacrime agli occhi (bella la loro dedica ai ragazzi della Virginia), portavano in trionfo mister Brady, loro condottiero coraggioso. Ma questa è solo l'ultima istantanea di una lunga serata, che ha regalato innumerevoli emozioni al pubblico di uno stadio che - dalla bolgia - non si è capito neanche tanto bene quale fosse. Cerchiamo allora di ripercorrerla dall'inizio, questa serata di storia, una serata da FUFA.
Rispetto alle formazioni annunciate, Brady si trovava a fare i conti con le defezioni di Totti e Ujfalusi, cui subentravano Obinna e Barone, mentre Piero doveva rimpiazzare Tosto con Comotto. Ambrosiana, dunque, con la consueta difesa a quattro e il tridente, mentre Stars and Stripes cercava di conquistare il predominio del centrocampo optando per un 3-4-3. Dopo una breve fase di studio, americani subito in vantaggio: approfittando della serata no di Barzagli e Comotto, Jorgensen trovava un varco nella difesa nerazzurra e pennellava un assist che Franceschini non poteva che depositare in rete. Ma la reazione dei bi-scudettati non si faceva attendere, con Suazo che, caricatosi sulle spalle tutto l'attacco nerazzurro, si procurava un penalty, che trasformava puntualmente. A riposo così sull'uno a uno, dopo un'altalena di emozioni. La seconda frazione di gioco trascorreva in (quasi) perfetto equilibrio, come se le squadre avvertissero che nel loro destino c'era una maratona da affrontare, perchè il trofeo fosse assegnato.
Arrivava così la volta dei supplementari, in cui l'Ambrosiana faceva di tutto per andare a segno, andando vicinissima al gol che avrebbe voluto dire Coppa (e il tanto sospirato "double"); ma gli uomini di Brady dimostravano grande carattere e, a dispetto della panchina corta, riuscivano a tenere botta. Nulla di fatto, dunque, nemmeno nei supplementari: si rendeva necessaria la lotteria dei rigori.
Lotteria che ha avuto il suo biglietto vincente, il suo protagonista assoluto: Sebastian Frey, di professione portiere fenomeno, una delle bandiere di Stars and Stripes: il portierone francese ipnotizzava tutti e cinque i tiratori nerazzurri, che tradivano Piero proprio all'ultima prova di carattere della stagione, capitan Zanetti compreso. Anche dall'altra parte, tuttavia, Julio Cesar non sfigurava, ma veniva battuto da Franceschini (altro eroe di giornata, dunque, assieme a Frey), e tanto bastava, per consegnare il trofeo a Stars and Stripes.
Della conclusione si è già detto, con gli statunitensi in festa in campo, il loro coach portato in trionfo, e scene di giubilo di tutto il popolo americano, sceso in massa per le strade, dall'Alaska alle Hawaii. Se il campionato ha conosciuto un solo padrone, anche la Coppa ha il suo dittatore: si chiama Stars and Stripes, e, in due anni di Coppa, non ha lasciato agli altri nemmeno le briciole.
Lady Toriale
I CAMPIONI DELLA COPPA SIAMO NOI...SENZA RUBARE VINCIAMO RUBARE..questi solo alcuni dei cori che hanno tormentato le citta americana fino alle prime luci del mattino! da nuova york a l.a.da houston chicago dal profondo ed amato sud sono partiti cortei che hanno fatto poi capo ad unica meta..Green bay dove particolare la festa è stata organizzata al mitico Lambeau field per celebrare la seconda coppa della fufa di fila ed èp record!!
RispondiEliminaper quanto riguarda la partita nulla da dire...l ambrosiana dice che è tutto merito di frey ma si dimentica che a noi mancava un certo sig.Pupone detto Totti ma questa volta la liberta e la democrazia hanno trionfato contro il piu malvagio degli avversari colui che è sempre stato al fianco dell ambrosiana..il signor CULOVICH, finalmente battutto dallo strapotere usa!
è stata una bellissima stagione, per noi non è ancora finita ci aspetta un appuntamento fondamentale domenica prossima contro i rivali rossi sperimao solo che i ragazzi saranno almeno in grado di stare in piedi visto i fiumi di alcool che il presidente ha comprato!!
DEDICATA AI RAGAZZI DI VIRGINIA TECH...WE MISS YOU GUYS
Congratulazioni vivissime alla corazzata americana: rimanete solo e sempre voi gli ultimi ed unici baluardi della democrazia, del pluralismo...contro ogni dittatura fantacalcistica...per la Libertà! Per questo vi saremo sempre grati e noi non lo dimenticheremo. Quando avrete bisogno, ci troverete sempre al vostro fianco, per combattere e vincere le giuste battaglie.Congratulations!
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