venerdì 6 luglio 2012

GIORNALISMO DI SERIE B

Lady Toriale ha gettato la maschera


Non ci voleva molto a capirlo. Bastava estrapolare un paio di righe da uno qualsiasi dei suoi articoli.

Lady Toriale è l’ultima (non in senso cronologico, ma di classifica ovviamente) esponente di un giornalismo fazioso, schierato, miope, stupidamente partigiano.

Totalmente prona ai poteri forti ed alle Procure, portabandiera ed al contempo vittima di un ossessivo giustizialismo, condannata dalla storia a sposare sempre battaglie perse e, quel che è peggio, sbagliate.

E così, fin dall’inizio, mai dichiaratamente ma sempre spudoratamente, ha sostenuto in maniera sfacciata e senza alcuna obiettività la sua squadra del cuore, nonché datrice occulta di lavoro: quella combricola di disperati che risponde al nome di Quantevolte, la squadra dal vessillo più brutto della Fufa, la squadra in cui fanno a botte tra loro persino i colori sociali, la squadra, per capirci, che è sempre arrivata ultima in ogni competizione.

Fino a quest’anno i suoi pupilli, miracolosamente ed inspiegabilmente, erano riusciti a rimanere in Serie A: una volta non c’era la regola della retrocessione, un’altra erano ultimi a pari merito, un’altra ancora sfruttavano l’espatrio di altre squadre. Ma quest’anno, stranamente, non hanno trovato il cavillo cui attaccarsi, e se ne sono andati meritatamente in B.

L’evento meritava se non altro quattro parole; forse non un Articolo con la A maiuscola, ma almeno un trafiletto. Non foss’altro perché, contemporaneamente, l’ultima partita di campionato incoronava Regina della stagione l’odiatissimo Posso dirlo?: ironia della sorte, proprio grazie ad uno scontro diretto tra le due acerrime rivali, consumatosi fra le mura azzurroverdi, che vedeva i bianconeri trionfare fuori casa per 3 a 2 al termine di una partita meravigliosa. In un sol colpo, all’epilogo del campionato, i vincitori conquistavano il tricolore, espugnavano il campo dei rivali e li condannavano alla retrocessione. Una tappa “epica”, che entrava immediatamente di diritto fra le giornate più significative della storia Fufa.

E come ha reagito la Signora dell’informazione?! Con la censura totale, la cancellazione dai libri di storia, il negazionismo. Non una parola è fuoriuscita dalla sua penna riguardo quella memorabile giornata. E la cosa ha dell’eclatante, se è vero come è vero che MAI fino ad allora una giornata di campionato o di coppa era rimasta orfana di un articolo da parte della carta stampata. La faccenda diviene a dir poco SCANDALOSA se quella giornata è l’ultima di campionato, in cui guarda caso trionfa il detestato Posso dirlo? e sprofonda l’amato Quantevolte.

Posso dirlo? che in questi anni è sempre stato lì a giocarsi il titolo (una volta gliel’hanno pure rubato), ma per Lady Toriale era sempre “il Posso dirlo? che avanza a fari spenti”, visto che i riflettori della stampa di regime erano tutti rivolti verso il Quantevolte, gioiosa macchina da guerra che non ha mai vinto un cazzo.

Anzi, per dirla tutta, due trofei minori gli azzurroverdi se li sono pure rubati: anni fa, una coppetta in formato “mini” con regole assurde costruite ad arte per regalare la vittoria agli scarponi di via Bacchiglione, e quest’anno una rocambolesca coppetta portata a casa col più grande buscio che l’uomo abbia mai conosciuto. Una rapina in piena regola, ai danni dell’AC Picchia. Mancava solo il passamontagna.

E Lady Toriale?! Sembrava ormai essersi auto-esiliata dopo il trionfo del Posso dirlo?....e invece che fa?! Non lascia passare nemmeno 24 ore dalla Finale di Coppa, e si precipita a sbrodolare un articolaccio da retrobottega in cui incensa, loda ed esalta gli “eroi” azzurroverdi, anziché recitarne il meritato de profundis.

Sul Posso dirlo?, nemmeno una parola. Sono passati ormai 70 giorni. La tecnica dell’oblio con noi non attacca, cara Signora Toriale.

Ver-Gogna, Ver-Gogna, Ver-Gogna.

Evidentemente, senza il Suo Quantevolte la Fufa ha per Lei immediatamente perso d’attrattiva.

Forse cercava una scusa per abbandonare, per mollare: un pretesto, un ridicolo capriccio. Ecco l’assist che stava cercando. Vedremo, se avrà la sfacciataggine di venire meno ai suoi doveri nelle stagioni a venire… certamente, in tal caso, avremmo un suggerimento circa il luogo in cui riporre la penna…


Enrico Mentana

martedì 8 maggio 2012

COPPA, FINALE - RISULTATO

Il Quantevolte mette tutti in Rigoni
Trionfo in Coppa per gli azzurroverdi, già retrocessi. Anche questa è storia.


Il Quantevolte alza la Coppa della stagione 2011-2012. La stessa stagione che la ha vista chiudere all'ultimo posto in Campionato, anticamera della serie B. Dominio assoluto in Coppa, resa in Campionato. Anche questa è la FUFA. Splendida la cavalcata degli azzurroverdi in Coppa: primo posto nel girone di ferro (con il PD? campione, con la super Ambrosiana e con l'A.C. Picchia poi finalista), poi facile passaggio del turno in semifinale contro la Dreaming, che è valso la finalissima, la partita delle partite.
Partita che il Quantevolte ha giocato da squadra navigata, esperta, forte. E ha vinto con il più classico dei risultati, 2a0. Sugli scudi un super Rigoni (Marco), centrocampista dai piedi vellutati troppo spesso sottosvellutato. A.C. Picchia invece troppo nervosa, contratta, che ha pagato forse l'eccessiva rigidità dei metodi di Siffredi: due espulsi nel primo tempo, infatti, la dicono lunga. E il mister nero-oro ha trovato, per una volta, uno che l'ha avuta (saputa) più lunga di lui: Massimo dei Minimi, il conte (quest'anno evidentemente, il titolo andava di moda) con la evve moscia, che passerà alla storia come l'unico ad avere coniugato la vittoria della coppa con l'ultimo posto in campionato.
Per gli azzurroverdi è la seconda coppa della loro storia: raggiunta così Stars and Stripes sul gradino più alto delle regine di coppa. E come ha fatto notare Spagnolo, si tratta del terzo titolo in assoluto per gli azzurroverdi, che raggiungono così la Dreaming nella classifica dei titoli totali e, anni luce dietro l'Ambrosiana, si confermano, assieme ai londinesi-australiani, la seconda realtà della Lega.
Ma è una realtà che, come detto - ed è la dura realtà - l'anno venturo, Supercoppa a parte, starà ferma a guardare. Con una coppa in bacheca, l'esilio sarà certamente più dolce. Arrivederci, Quantevolte, come te nessuno (finora) mai.

                                              Lady Toriale

giovedì 3 maggio 2012

COPPA, SEMIFINALI, RITORNO - RISULTATI

A.C. Picchia, tre S.B.erle al Real e finale col QV
Impresa dei nero-oro che sbancano il Barnabeu. E il Quantevolte, già retrocesso, vola in finale.

C'è poco da fare: la FUFA, dopo due o tre altre cose, è ciò che di più bello ci sia. Quando uno pensa di averle già viste tutte (e con questo abbandoniamo l'argomento delle altre due o tre cose), accade l'imponderabile. Due semifinali, due storie da ricordare.

La prima, A.C. Picchia contro Real. A giudicare dai gagliardetti, striscioni, magliette, maxi-schermi, e ospiti d'onore che si son visti al Bernabeu e dintorni, doveva essere per il Real poco più che una formalità. Visto soprattutto il risultato dell'andata, in cui il Real aveva vinto alla Pikkiarena segnando due goals, Poli aveva già allestito una festicciola, con ospite d'onore S.B., il presidentissimo del PD?, appena laureatosi (compagno di studi del Trota e di Pier Mosca) campione FUFA. Ma l'A.C. Picchia - che pure alla festicciola era stata invitata (più come vittima sacrificale, che come ospite), anche perché diversamente non si poteva fare - non c'è stata. E' stato difficile convincere Belen a non starci, ma alla fine l'ha convinta Rocco, con tutti i suoi undici fratelli (non è dato sapere come). E l'A.C. Picchia ha sfoderato la partita perfetta; anzi, LA partita. Difesa perfetta, attacco infallibile, pressing, spettacolo. Real travolto per 3-0 davanti ai suoi tifosi, al suo presidente, a S.B.?. Quest'ultimo, inferocito, ha iniziato a parlare di brogli, di complotto, di comunisti. Poli, invece, si è dileguato nella notte senza proferire verbo: solo frasi nominali, tipo "Cazzo!"; "Che disdetta!"; "Che figura di merda!". "E che cazzo!" (quest'ultima quando ha incrociato Siffredi nella mix-zone"). Potete solo immaginarvi che fine possono avere fatto tutti i gagliardetti, striscioni, magliette. I maxi-schermi e l'ospite d'onore, cui era più difficile - per ragioni squisitamente anatomiche - far fare la stessa fine, sono stati abbandonati al loro destino. C'è da giurare che, da oggi, S.B.?, non sia più ospite particolarmente gradito al Bernabeu.
L'A.C. Picchia, trascinata dai suoi gioiellini Palacio e Giovinco, vola così in finale. E chi ti trova?
Chi non ti aspetti, chi la prossima stagione non ti dovrai più aspettare: il Quantevolte. Già retrocessi in campionato, gli azzurroverdi superano con relativa facilità la Dreaming al Bolgioioso (2a0) e cullano il sogno di passare alla storia, come l'unica squadra vincitrice della Coppa e insieme retrocessa (soddisfazione che sa un po' di Mitropa Cup, ma sempre soddisfazione è). La finale, per la banda di dei Minimi, è meritata, nulla da dire. Cavani e Rigoni bastano per superare una Dreaming giunta al momento decisivo con gli uomini contati e le energie sotto i tacchetti (tanto da giocare in dieci). 
Pronostico sulla finale? Impossibile farlo. A.C. Picchia e Quantevolte, in questa Coppa, si sono per la verità già incontrate (vengono infatti entrambe dal girone Raimondo, che - col senno di poi, ma lo si diceva anche prima - era il più competitivo: basti pensare che sono stati fatti fuori, in quel girone, nientepopodimenoche i campioni di quest'anno del PD? e i campioni di sempre dell'Ambrosiana) e finì 4-0 per il Quantevolte. Altri tempi, però, altra storia. L'A.C. Picchia viene da un super-ultimo gironcino di campionato, e pare più in palla degli azzurroverdi. Ma una finale è una finale. Prevarranno testa, cuore e culo, più che le gambe. Chi più ne ha (di testa, cuore e culo, non di gambe, sennò Rocco partiva in vantaggio), ne metta.

                                      Lady Toriale

martedì 1 maggio 2012

LO SCUDETTO AL POSSO DIRLO?

E SONO DUE!

Per l’ennesima volta il Posso dirlo? sul tetto del mondo

Quella di domenica scorsa è stata una serata che difficilmente i tifosi bianconeri si dimenticheranno. Ma forse, più che di serata, sarebbe meglio parlare di nottata.

Già, perché, non appena terminata l’impresa, i numerosissimi supporters dei Lions si sono riversati per le strade: dalle parti del BredaPalace, una vera bolgia umana, col ponte sulla ferrovia completamente interdetto al traffico; il maxi quartiere Greco-Precotto-Bicocca pareva Rio de Janeiro durante le feste del carnevale; i pochi tifosi che erano riusciti ad accaparrarsi il biglietto per la trasferta delle Quantowers, una volta invaso il campo, hanno portato in trionfo i loro eroi.

Nel frattempo, il Pres. S.B.?, evitando i giornalisti con uno stratagemma (travestendosi da Ronaldinho, ndr),  usciva dalla torre secondaria e prendeva direttamente il volo col suo elicottero personale, diretto al Santiago Barnabeu, fra le braccia del suo amico, fratello e gemello, il Presidentissimo Poli. Fra i due, da anni, praticamente un rapporto di simbiosi: il gemellaggio più forte e saldo di tutta la FUFA, a dispetto di quanto la stampa prezzolata e faziosa voglia far credere. Il debito di riconoscenza era immenso, ed S.B.? ha preferito volare dall’amico Poli prima ancora di salutare i suoi ragazzi e complimentarsi con loro. A fare le sue veci, negli spogliatoi, un Ariedo Breda euforico. E’ stato proprio lui a raccontare ai giornalisti la doccia fredda (ma dolcissima e caldissima) che i ragazzi hanno riservato al D.S. Nassano e all’allenatore Arrigo Stralbi.

Ma è bastato poco perché tutta la squadra si riunisse col suo Presidente, perché, esauriti i festeggiamenti alle Quantowers, il pullman del PD?, tra ali di folla, ha raggiunto anch’esso il Barnabeu: qui, i tifosi del PD? si sono uniti con quelli del Real formando un tutt’uno.

Il Presidentissimo Poli ha gentilmente messo a disposizione il famosissimo Torpedone dorato, tirato a lucido per l’occasione, con la sua vernice iridescente che rifletteva i flash delle macchine fotografiche.
E dalle due di notte il lunghissimo torpedone ha portato in trionfo i vincitori per tutte le vie della città, fino alle sei del mattino: in cima, davanti a tutti, sul tetto scoperto, i due Presidenti abbracciati, in assoluto i più osannati. S.B.? indossava la maglietta del Real donatagli da Andrea Pirlo, Poli sfoderava una preziosissima sciarpa del PD? che il Presidente S.B.? aveva fatto personalizzare proprio per lui, con ricami dorati raffiguranti le iniziali P.P. ed un piccolo scorpioncino.

Gli aneddoti da raccontare sarebbero moltissimi, ma uno certamente passerà alla storia: il momento in cui, tra le ali di folla, alle 5.35 del mattino, i due Presidenti, in preda ai crampi per la fame, hanno voluto concedersi una piccola, ma gustosissima, tappa in viale Jenner. Tra le ovazioni dei tifosi, sono scesi dal Torpedone dorato e si sono concessi due fantastici kebab, in un piccolo baretto accanto alla “Moschea”. Il garzone che glieli ha preparati, un ragazzino pakistano ancora minorenne, non voleva credere ai suoi occhi: i due Presidentissimi si erano fermati proprio davanti al suo baretto fino ad allora sconosciuto, che da ieri è ormai famoso in tutto il mondo. In preda all’emozione, con la voce ancora tremolante, il ragazzino si è dichiarato tifosissimo del PD?, ed allora i due Presidenti hanno deciso di caricarlo con loro sul Torpedone, facendone il simbolo della serata e regalandogli un’esperienza che gli cambierà per sempre la vita.



COPPA, SEMIFINALI, RITORNO - FORMAZIONI

Real Pifrabari - A.C. Picchia
Quantevolte - Dreaming Team

lunedì 30 aprile 2012

28a GIORNATA - RISULTATI

Festa Posso dirlo?, ecco lo scudetto più atteso
Tifosi in delirio: "Con questo sono 2".

È scudetto, dopo sette anni, dopo una collezione inenarrabile di figure di merda, dopo una cavalcata durata ventotto partite, dopo le paure degli ultimi 90’. Il Posso dirlo? vince nella trasferta più strana, al Bolgioioso, davanti a un Quantevolte non arrendevole ma duro, ostinato, deciso ma anche impreciso. E con l’aiuto a distanza del Real. Nella notte dello scudetto i tifosi bianconeri tifano e ringraziano la squadra del gemello (eterozigote) Poli: ironia del calcio. Scudetto n. 1 per l'albo d’oro, n. 2 per l'Albi. I tifosi bianconeri rivendicano con orgoglio anche il titolo perso (e straperso) mille anni fa con l'Ambrosiana. E per la società, già che ci aveva preso gusto, erano «30 sul campo». Anche se 30 (cm) sul campo, come si suol dire, ce li ha solo Mudingayi. È stata una gara emozionante e tesa, anche per le notizie che rimbalzavano dal Barnabeu, e infine la gioia repressa dopo tanti anni si è sciolta in un abbraccio tra giocatori e Arrigo Stralbi, il tecnico che ha dato la sua impronta vincente ai bianconeri. Ce ne ha messo un po', ma alla fine gliel'ha data. Al Bolgioioso, contro il Quantevolte,  finisce 3-2: il sigillo del successo che vale lo scudetto è di Di Natale, su angolo di Di Michele (angolo che manco c'era).

La notte continua con la festa in piazza San Silvio, fuori e dentro il PalaBreda: cori e caroselli che i tifosi aspettavano da 7 anni. La gioia più grande arriva dopo anni da comprimari, prestazioni perfide, figure di merda in giro per il globo, rose assemblate con l'elenco telefonico: un urlo liberatorio che rispolvera i fasti del (mai verificatosi) passato possodirlista. La festa è proseguita per tutta la notte, mentre tremila (dodici per la questura) persone hanno accolto alle 3.30 del mattino all’aeroporto i neo-campioni della FUFA al ritorno dal Bolgioioso. Scene di autentico delirio collettivo si sono verificate quando i giocatori sono apparsi dall’atrio degli arrivi in un tripudio di fuochi d’artificio, cori, sciarpe e bandiere. Ovunque il numero 2. I tifosi bianconeri hanno affollato ogni angolo possibile della zona antistante allo scalo torinese: rampe, balconate, scale, ovunque.

Gli stessi giocatori, sorpresi da tanto entusiasmo, non hanno esitato a riprendere con smartphone e iPad i momenti della festa. «Non ce lo aspettavamo così, è una gioia indescrivibile» ha confessato Sorensen. Cori, incitamenti e foto per tutti: qualcuno è riuscito a eludere la sicurezza e baciare Nassano, impegnato nelle interviste. Il d.s. è uno dei protagonisti dello scudetto, ha sorriso e si è tuffato in tanto affetto: «è un risultato incredibile e inimmaginabile», ha sintetizzato.

Il pullman bianconero è bloccato dalle migliaia di tifosi e impiega quasi un'ora per partire. Qualcuno ha scherzato: «Stanotte dormiamo in aeroporto...». L’ultimo a fendere la folla alle 4.15 è stato Thiago Silva, il più acclamato: «Resta con noi, firma!» è stato l’invito pressante dei tifosi. "In questa squadra di merda? Col cazzo!" ha replicato il forte difensore carioca.

Che dire per il resto? Il Reassoccer, pareggiando 2-2 con il Real, butta alle ortiche un campionato che avrebbe dovuto vincere a mani basse. Ambrosiana sul podio, grazie al successo (2a1) sul Salsa, comunque salvo. Così come salva è la Dreaming, pur sconfitta 2a1 a domicilio dall'A.C. Picchia. Sarà dunque spareggio per il quarto posto tra A.C. Picchia e Real. Se tanto mi tanto, dovrebbe quindi essere retrocesso il Quantevolte. Ma la cosa sarebbe così assurda (oltre che ingiusta, ingiustificata ed incostituzionale), che ci si riserva di verificare la notizia. Vi faremo sapere.

E anche questo articolo, se lo semo levato dalle palle!

                                           Lady Toriale

class.: PD? 50, RSC 48, AMB 41, RPF 37, ACP 37, SLS 32, DRM 31*, QNT 30.

sabato 28 aprile 2012

28a GIORNATA - FORMAZIONI

Ambrosiana - Salsa
Dreaming Team - A.C. Picchia
Quantevolte - Posso dirlo?
Real Pifrabari - Reassoccer

giovedì 26 aprile 2012

26a GIORNATA - RISULTATI

Scudetto all’ultimo respiro. 

Sensazionale finale di campionato: Reassoccer e Posso dirlo? appaiate.

E’ la volata scudetto più bella e incerta (non essendoci di mezzo l’Ambrosiana, altrimenti si sapeva già come andava a finire) che la FUFA ricordi.  A 90 minuti dal termine, c’è una coppia al comando: Reassoccer e Posso dirlo?, appaiate a 47 punti, con il 50% di possibilità ciascuna di accaparrarsi l’agognato scudetto, che, comunque vada a finire, sarebbe il primo (e verosimilmente unico) della loro storia.
Difficile fare pronostici.
Se dovesse vincere chi ha più slancio, è il PD? che arriva senza dubbio con più rincorsa. I lions, infatti, quando forse non ci speravano più, hanno colmato il gap di due punti che li separava dalla capolista, e pure ottimizzando gli sforzi: basta il golletto di Hamsik per avere ragione (1a0) di un’A.C. Picchia in formato vacanza. Ed è il golletto che significa aggancio alla capolista: il Reassoccer, di scena al Bolgioioso, non riesce infatti ad andare oltre l’1a1: gli azzurroverdi lottano con il coltello tra i denti e credono ancora nella salvezza. Al Buraaq sperava forse di avere vita più facile, ma se Ibra non gira (e non tira, non vira, ma cazza) diventa tutto più difficile.
Se la FUFA fosse la Corrida, e dovesse vincere chi ha dato più spettacolo, vale la pena puntare sul Reassoccer, 46 gol fatti contro i 40 del PD?.
Ma le chiacchiere stanno a zero. E proprio da zero, ora, dopo 27 giornate, si ricomincia. Le due capoliste si giocano una stagione intera in novanta, fottuti, minuti. E se la giocano in trasferta. Il Reassoccer è di scena al Bernabeu, dove Poli ha promesso sangue, lacrime e stridore di denti, in nome di un gemellaggio negli ultimi tempi un po’ appannato. Il Posso dirlo? è invece atteso al Bolgioioso, dove non troverà di certo il tè con i pasticcini. Dei Minimi, che dopo il pareggio con il Reassoccer si è quasi scusato per aver sottratto ai pakistani punti preziosi per la lotta scudetto, ha promesso un identico (se non peggiore) trattamento a Nassano e compagnia. Spettacolo nello spettacolo, la lotta scudetto che si intreccia con quella per non retrocedere.
A novanta minuti dalla fine, ancora in tre restano pericolanti: visto il risultato tra Dreaming e Salsa (1a1, condito da polemiche incrociate con dito medio), al Quantevolte, ultimo a 30 punti, potrebbe non bastare nemmeno una vittoria. La Dreaming, infatti, resta davanti, a quota 31, e il Salsa, appena più su, a 32. Tre squadre in due punti. Ma la situazione del Quantevolte – calendario alla mano – appare la più disperata. Infatti, mentre gli azzurroverdi se la dovranno vedere con una delle capoliste, la Dreaming ospita un’A.C. Picchia annunciata sempre in formato vacanza (come sopra), mentre il Salsa va a far visita ad un’Ambrosiana ormai demotivata (ed anzi, probabilmente più motivata alla retrocessione dei cugini azzurroverdi). Anche in fondo alla classifica, insomma, parafrasando il titolo di un celebre film con Nicholas Cage, “fuori in novanta minuti”.
In chiave terzo posto, tutto invariato, per colpa di un Pirlo. Tra Real e Ambrosiana finisce infatti 1a1, con il centrocampista blanco che stampa sul palo l’occasione di superare l’Ambrosiana. In ogni caso, anche per il podio, nulla è scritto, e tutto può ancora succedere.
In poche parole, mettiamoci comodi e apprestiamoci a vivere una giornata storica, di quelle da incorniciare. Rien ne va plus. Salvo spareggi, naturalmente.

                        Lady Toriale


class.: RSC 47, PD? 47, AMB 38, RPF 36, ACP 34, SLS 32, DRM 31*, QNT 30