venerdì 31 luglio 2009
GALA' FUFA
mercoledì 24 giugno 2009
Dedicato a quelli che pensano alla FUFA anche d'estate...
martedì 2 giugno 2009
COPPA, FINALE: RISULTATO
RISULTATO SPAREGGIO 5° POSTO
domenica 31 maggio 2009
COPPA, FINALE
SPAREGGIO 5° POSTO
lunedì 25 maggio 2009
FUFA = LE COMICHE
Sono stati 4 anni molto belli e ringraziamo tutti per i bei momenti passati insieme, ma si è superato il limite e così non è più divertente proseguire. E' vero che la fufa è sempre stato un modo per stare insieme ma essendo anche un gioco in cui si vincono e si perdono soldi deve esserci una competizione leale che a causa del culo dell'ambrosiana manca.
RISULTATI VENTISETTESIMA GIORNATA
Piero IV. L’epopea continua ...
Ambrosiana ancora Campione. Per gli altri non ce n’è.
Era nell’aria, era nella storia, era nelle previsioni. Ma tutti, tranne uno, speravano ancora che succedesse qualcosa per invertire la natura delle cose. Tutti, tranne uno, speravano che la FUFA riuscisse a liberarsi dalla dittatura che la attanaglia da quattro anni, cioè da sempre. La dittatura di mister Piero e della sua Ambrosiana: i signori assoluti della FUFA, i padroni incontrastati. Nessuno mai, per quattro anni, è riuscito a mettersi in mezzo tra l’Ambrosiana e il campionato FUFA, come se si trattasse di una proprietà privata dei nerazzurri. La storia si è ripetuta, la stagione è andata nel solito modo. L’Ambrosiana si comporta come un bimbo che invita sempre qualche amichetto (una volta Stars and Stripes, una volta il Posso dirlo?, una volta il Real, o il Quantevolte) a giocare in un giardino di sua proprietà (leggi: Campionato FUFA); ci gioca, si diverte, e guarda pure i suoi amichetti divertirsi. Ma Lei non se ne va mai dal suo giardino privato, gironzola sempre lì attorno, osserva quel che succede. E a un certo punto, quando si stufa, quando ne ha voglia, caccia tutti fuori. Rimane Lei da sola. Il giardino, in fondo, è solo suo. Questa la storia, in estrema sintesi, della FUFA di questi anni. Questo il rapporto che Piero ha con il Campionato FUFA: è solo roba sua, è tutta roba sua, e per gli altri non ce n’è.
E’ difficile, per chi scrive, trovare ogni anno nuovi spunti e nuovi aggettivi per un epilogo sempre uguale: l’Ambrosiana che vince lo scudetto (e con questo fanno quattro su quattro). Non resta che raccontare, in estrema sintesi, la storia di quest’anno. Quest’anno, nel giardino del Re, ha imperversato in un lungo e in largo un altro soggetto, che potremmo chiamare, decidete voi, Stars and Stripes o Principe (come il suo miglior giocatore). Gli yankees hanno espresso tutto l’anno un gioco spumeggiante, e segnato valanghe di gol; negli scontri diretti, si sono sempre rivelati superiori all’Ambrosiana, tanto in campionato quanto in coppa (causando pure l’eliminazione dei nerazzurri da questa competizione). Inspiegabilmente, però, non hanno vinto. Inspiegabilmente, ha vinto Piero, con una squadra da tutti ritenuta qualitativamente inferiore. Inspiegabilmente, se non si conoscesse Piero: la sua forza, la sua tenacia, la sua passione, la sua competenza, la sua applicazione, la rabbia che riesce a trasmettere ai suoi, sempre e comunque. E’ la dimostrazione che per vincere, spesso, non serve essere i migliori. Bisogna saper vincere. E Piero sa come si fa. Bisognerebbe però anche saper perdere, e non siamo sicuri che Stars and Stripes abbia questa dote, se – come pare – ha già comunicato l’intenzione di voler abbandonare la Lega, per la cocente delusione causata da questa sconfitta. Brady già si era dimesso qualche giornata fa, una volta capita l’antifona. Ma la dirigenza statunitense, almeno Lei, non può andarsene così. E’ bene che ci ripensi, perché così danneggerebbe solo se stessa, e la sua grande stagione.
Abbiamo detto che, come sarebbe finita, in fondo, già si immaginava. Come gli anni scorsi. Campionato assegnato all’ultima giornata, ma per distacco. I nerazzurri hanno amministrato il loro match con il minimo sforzo, imponendosi per 1a0 su un Reassoccer già ultimo e in netto disarmo. Nel frattempo Stars and Stripes dava vita ad un bel match vibrante con l’A.C. Picchia (un plauso per l’impegno), conclusosi sul due pari. Ambrosiana al fischio finale, dunque, a +4 su Stars and Stripes, e via alle feste nerazzurre, da piazza Duse fino a Shanghai, con Piero pronto a snocciolare i numeri del suo quarto trionfo. O è un trionfo unico, che si protrae da quattro anni? Poco importa, tanto fa lo stesso.
Per il resto, con il Reassoccer già retrocesso, l’ultimo verdetto che si chiedeva al campionato era il nome della terza classificata. L’ha spuntata il Real Pifrabari, che con una prestazione brillante ha superato per 3a1 la Dreaming Team, superando così in extremis il Quantevolte, battuto dai gemelli del Posso dirlo? (con questo, sarà pace fatta, tra i due club?). Per i blancos il secondo podio consecutivo è la conferma di essere tra i FUFA top teams, ma i tifosi vorrebbero anche mettere le mani su qualcosa di più sostanzioso, prima o poi. Per gli azzurroverdi il quarto posto ha un sapore amaro, dopo la bella rincorsa nell’ultimo girone su campo neutro, ma il Real è stato più forte e ha meritato di arrivare davanti. Il Posso dirlo?, battendo per 2a1 il Quantevolte, chiude in crescendo una stagione al di sotto delle aspettative, e sale a 29 punti in classifica, proprio dove si trova l’A.C. Picchia commissariata. Posso dirlo? e A.C. Picchia, dunque, regolamento FUFA alla mano, si contenderanno un dignitoso quinto posto allo spareggio. Più indietro in classifica, già tutto era deciso e già tutto è stato detto. Un Salsa salvo con miracolo (complimenti al patron Raimondo!), una Dreaming salva per miracolo (ultime dodici di campionato senza vittorie!). E un Reassoccer condannato ad un anno di purgatorio, salvo miracolo.
Lady Toriale
class.: AMB 49, S&S 45, RPF 35, QNT 33, ACP 29, PD? 29, SLS 24, DRM 23, RSC 19